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A.S.D. Bakia Cesenatico

Storia

Questa avventura è iniziata nel lontano 1974.

Erano anni difficili, il paese stava attraversando  momenti impegnativi: tensioni, trasformazioni, confliti socialie politici.
Una situazione dove l'anello piu debole della società erano i giovani, i piu fragili, coloro che da sempre hanno maggiore bisogno di riferimenti precisi, di modelli in cui identificarsi e credere .
Vivevamo allora come oggi a Cesenatico, la provincia ha indubbi vantaggi rispetto alla grande città industriale: la dimensione familiare nella quale la componente umana non è alienata.
In provincia ci si conosce tutti ed anche se possono nascere conflitti e contrasti come da qualsiasi altra parte, raramente assumono caratteri estremi come nelle grandi metropoli dove l'uomo è un numero e le tensioni ineluttabilmente si amplificano.
A Cesenatico si respirava quell'aria paesana, addolcita dal profumo della salsedine del mare che anche nelle fredde giornate invernali fa  ricordare l'estate, il caldo le feste tra musica romagnola, odore di piadina, salsiccia e Sangiovese.
Sono elementi importanti, apparentemente banali, che però fanno la differenza.
Non per nulla hanno contribuito a fare conoscere alla "gente di romagna " per la quale il calore, i sentimenti, i propri ricordi e tradizioni hanno un' importanza fondamentale.
Sono i sentimenti che ci hanno animati in questi 25 anni.
Il bar che allora frequentavamo era uno di quei luoghi fumosi dove si ritrovavano giovani e meno giovani per giocare a carte o bocchette, per bere un caffè, per parlare dei classici  "argomenti da bar ": donne, avventure, motori, sogni da rincorrere e difficilmente realizzabili, tanto per tirare a far notte.
Così fra una chiacchiera e l'altra, per uccidere la noia, per fantasticare senza meta, per sentirsi fra amici.
Il bar Calipso oggi purtroppo è scomparso, era solo un luogo fisico dove incontrarci, non ne subivamo il fascino più di tanto, nè ci interessava perdere le serate cosi' , ci piaceva un progetto comune un idea da accarezzare  e trasformare in realtà.
Irriducibili romantici? forse sognatori, un pò, ma poi neppure tanto se oggi a venticinque anni di distanza siamo qui a raccontarci.
Al bar ci incontravamo per partire subito per lunghe passeggiate nella quiete sonnolenta tipica della citta di mare, che quando l'ultimo villeggiante se ne è andato e l'ultima pensione ha chiuso i battenti, ritorna ad essere la piccola realtà di provincia di sempre.
Era bello allora camminare tranquillamente lungo il porto canale, fra il profumo di salsedine stemperato nell'aria fresca dell'autunno inoltrato.
Poi giù, verso viale Carducci , viale Roma, per ritornare in via Saffi, sede del bar.
Noi lo chiamavamo il "quadrilatero" perchè era il nostro giro ideale, la nostra passeggiata che facevamo più di una volta ogni sera, fantasticando  e creando giorno su giorno questo nostro progetto, vedendoci gia impegnati in sfide incandescenti sui campi, con i colori delle maglie già stampati davanti gli occhi, gli allenamenti, le trasferte .....
Era la nostra palestra mentale, anche per fare un pò i " pataca " .
Quel bar era frequentato da ragazzi appassionati di calcio, lo sport che amavamo praticare, ma che non ci era sempre concesso, perchè le Società sportive allora  avevano regole precise: i migliori giocavano e tutti gli altri restavano a guardare, questo non era il nostro obiettivo, ma quello di offrire un opportunità a tutti, indistintamente dai meriti individuali.
Fu allora che incominciò a frullarci per la testa  l'idea: "perchè non creare noi stessi un Gruppo Sportivo, per dare la possibilità a tutti di giocare e divertirsi? ".
Poteva essere un modo per metterci al servizio della collettività, per dare corpo ad un sogno, perchè l'uomo che smette di sognare, inizia da quel momento un pò a morire.
Incominciammo a pensare ad un campo di calcio tutto nostro, alle divise per i calciatori, alla ricerca del denaro necessario, ai permessi, alle autorizzazioni .... i problemi erano molti ed ogni giorno se ne aggiungevano altri, ma l'entusiasmo era tanto , almeno quanto l'incoscienza che ci aveva spinti ad abbracciare questa avventura.

Uno dei soci fondatori  e uno dei responsabili di questa follia  e Roberto Gusella.
" IL G.S. BAKIA è nato ed è rimasto forse a stigmatizzare quel gusto un pò guascone e simpatico di affrontare la vita dissacrandone i momenti piu difficili con un sorriso, una battutache possa servire a sdrammatizzare gli eventi e ad affrontare meglio le avversità.
"Mi rendo conto di quanto sia difficile trasmettere, a chi non lo ha vissuto  in prima persona, l'emozione di vedere crescere e concretizzarsi un sogno, però credetemi  è qualcosa di veramente unico , è una parte importante della nostra vita.
E'  la nostra gioventù, quel "ti ricordi " che ci diciamo ogni volta che ci incontriamo sull'onda di indelebili ricordi che serbiamo nel nostro cuore come la cosa più preziosa .
Il primo nome fu "BAKIA BAR CALIPSO" perchè prendeva il nome dal bar che frequentavamo, in pratica la prima sede sociale.
Poi il nome del bar scomparve per prendere la denominazione rimasta ancora oggi " G.S. BAKIA."
Il G.S. BAKIA potè nascere grazie ad un idea geniale per trovare il "carburante" indispensabile per far fare muovere il generoso motore di questa macchina: le quote sociali.
Tutti coloro che aderivano al gruppo sportivo per giocare, erano tenuti a versare una quota sociale. Compresi i dirigenti, oggi un evento naturalissimo, allora una novità o quasi .
Ora serviva un campo sul quale iniziare ad allenarci. Il primo campionato disputato è stato Bagnarola .
Furono inizi importanti al nomadismo perchè non avevamo un campo nostro per qui dovevamo spostarci in lungo ed in largo anche oltre Cesenatico . Affrontavamo tutte le sfide con il classico "coltello fra i denti" per emergere, per dimostrare di essere forti, perchè ci sembrava ad ogni incontro di dovere  sostenere una nuova prova.
Questo ci ha offerto la possibilità di maturare e radicare in noi il senso dell'ospitalità chè e diventato poi colonna portante del BAKIA.
Accettare tutti, senza campanilismi nè preclusioni, il cammino del G.S. BAKIA passa attraverso  i tre presidenti che lo hanno gestito.
Diversi nel carattere e nel modo di intendere lo sport, ma perfettamente allineati all'idea di Marcello Minotti, il "deux ex machina" della filosofia, un uomo a pieno titolo fulcro sul quale si è sempre mossa l'azione del G.S. BAKIA il "guardiano del faro" sempre attento affinchè non venisse mai travisato lo spirito sociale originario.
I tre presidenti : Roberto Gusella, Valter Magnani, Lucio sacchetti possiamo accomunarli per la profonda passione e per l'amore verso un'esperienza unica come quella di mettersi al servizio dei giovani, per offrire loro un'opportunità senza attendersi nulla in cambio.
Il gruppo sportivo non ha mai stabilito tante regole da rispettare, ma sostanzialmente una veramente importante: tutti, indistintamente dalle cariche ricoperte erano e sono chiamati a contribuire alla realizzazione degli obiettivi, rimboccandosi le maniche se necessario. Ciò non significa ovviamente che non vengano rispettati i ruoli dirigenziali, tutt'altro, anche a fronte di qualche bonaria litigata per sostenere i propri punti di vista.